IL PROGETTO

Dobbiamo ammetterlo. In molti casi servirebbe una laurea: la “Laurea in Etichette”. Lunghe, complicate, scritte in piccolo, indecifrabili. Eppure da più parti, e sempre più spesso, si sente l’appello convinto a superare queste difficoltà per leggere le etichette prima di comprare un prodotto. Perché possono essere davvero utili.

L’etichetta è la carta d’identità del prodotto: quando è nato, dove è nato, come è fatto, da chi è stato fatto. È l’”ufficio informazioni” di quel lungo percorso che ha portato una materia prima a divenire cibo, oppure un vestito o un prodotto da esibire nelle nostre case. L’etichetta è la garanzia (o la prova) della qualità dei prodotti o, al contrario, della loro scarsa qualità.

L’etichetta è anche, senza che lo sappiamo, espressione di noi stessi. Perché quello che compriamo è un po’ quello che siamo, e anche il mondo che vogliamo. Fa la differenza infatti se compriamo un prodotto che viene dall’estremo oriente o da una delle nostre regioni d’Italia. Fa la differenza se acquistiamo un prodotto incartato, in plastica, in vetro oppure sfuso. Fa la differenza se la carne che mangiamo viene da un allevamento nel quale si cerca di rispettare il più possibile la vita dell’animale oppure no. Fa la differenza infine se scegliamo il prodotto più economico, che magari è nato in una fabbrica senza regole né attenzione alcuna nei confronti dell’ambiente o degli operai che ci lavorano. O se invece lo scegliamo certificato, responsabile, sostenibile.

E non è solo una questione di etica, di ideali, di bontà, o qualcuno direbbe di “buonismo”. È anche una questione di utilità personale. Mangiare (o comprare) male fa male a tutti noi. Fa male al nostro benessere e alla nostra salute. Fa male al nostro presente ma anche al nostro futuro. Accorcia la nostra vita, quella del nostro pianeta e, a volte, anche quella delle aziende responsabili che cercano di fare le cose per bene.

Insomma, l’etichetta può esserci davvero utile, accompagnandoci nella volontà di capire meglio quello che compriamo e nella possibilità di fare la scelta migliore. Basterebbe solamente imparare a conoscerla, questa etichetta, che anche se piccola si trova ovunque, se solo abbiamo voglia di cercarla.

Tag Your Food nasce per questo. Un progetto (realizzato nell’ambito del Programma di intervento della Regione Lombardia, con l’utilizzo dei fondi del Mi.S.E. – Ripartizione 2018) che grazie a Cittadinanzattiva, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Udicon e Unione Nazionale Consumatori (UNC), vuole aiutare i consumatori a leggere e capire le etichette alimentari, a scegliere e comprare prodotti di qualità e a difendersi da truffe e raggiri.

Navigando su questo sito troverete esempi, spiegazioni, consigli, immagini, video e strumenti per capire. Fate buon viaggio.

 

Il contesto

A solo quattro anni dalla conclusione dell’Esposizione Universale che di fatto ha consegnato a Milano, e al Paese, la leadership nel settore dell’agroalimentare, la nostra Regione, si sta preparando ad ospitare un nuovo evento di respiro internazionale, che già molti ritengono potrà divenire “una grande occasione per riportare il Paese ad essere attrattore di investimenti e capitali“.

Le Olimpiadi invernali 2026 rappresenteranno, infatti, oltre ad un auspicabile motore di sviluppo per l’economia nazionale, un’importante vetrina per i siti coinvolti e un’occasione per promuovere e sviluppare il territorio e le sue eccellenze agroalimentari. La Lombardia vedrà così rinnovata – come in passato per Expo- l’occasione di proporre in uno scenario senza confini, le eccellenze agricole e alimentari che ne fanno la prima regione agricola d’Italia.

Da rilevare, parallelamente, come il mercato, e il consumo, dei prodotti agroalimentari siano in continua evoluzione. Se le novità normative introdotte dal regolamento UE n. 1169/2011 confermano la consapevolezza dei legislatori circa la necessità di informare sempre più puntualmente i cittadini sulle caratteristiche degli alimenti che consumano, l’evoluzione dei processi produttivi (basti pensare all’introduzione dell’obbligatorietà di inserire in etichetta la presenza di eventuali nanomateriali impiegati) e delle forme d’acquisto ( il regolamento europeo dedica una specifica attenzione alle informazioni da fornire in caso di vendita di prodotti alimentari on line o a distanza), obbliga i consumatori del nuovo millennio ad un approccio consapevole e smart  e, sempre più attento al rapporto tra alimentazione, salute e scelta di una dieta adeguata alle esigenze individuali.

L’introduzione dell’etichetta nutrizionale, valutata dalla Commissione europea come metodo principale per informare i consumatori sulla composizione degli alimenti e aiutarli ad adottare decisioni consapevoli, ha certamente sollecitato anche l’attenzione dei consumatori italiani sugli aspetti propriamente salutistici dei prodotti, ma molto resta ancora da fare per migliorare il loro approccio all’acquisto e al consumo. 

Ancora troppo spesso le scelte alimentari risultano governate dall’emotività e da una scarsa informazione e, se è vero come è vero, che le etichette raccontano i consumi degli italiani, il boom del “free from”, dei “cibi veg” e di tutte le tecniche produttive “naturali” (dati Osservatorio Nielsen GS1 Italy), ci restituiscono l’immagine di un consumatore non ancora sufficientemente formato e troppo influenzabile da mode, tendenze e dalle tante fake news che circolano in rete.

Da considerare in ultimo, ma non meno importante, il sussistere del fenomeno della contraffazione degli alimenti e dei reati di frode alimentare; secondo la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) in Italia un piatto tipico italiano su tre viene regolarmente imitato, con un conseguente danno economico per il Paese che si attesta intorno ai 2 miliardi di euro all’anno e probabili ricadute sulla salute che potenzialmente possono risultare altrettanto gravi.  Tali considerazioni reiterano la necessità di innescare un processo di empowerment, che finalizzato ad orientare a scelte di consumo più responsabili, sia in grado di contribuire in modo significativo alla salute e al benessere dei cittadini.

Si innesca su queste riflessioni la scelta di Cittadinanzattiva (capofila), Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino (MDC), Udicon e Unione Nazionale Consumatori (UNC) di realizzare un’iniziativa progettuale finalizzata a sensibilizzare i cittadini-consumatori verso una scelta del prodotto agroalimentare che tenga conto della qualità e della sicurezza, anche in un’ottica di contrasto alle frodi e al mercato dei prodotti contraffatti.

 

Obiettivi

  • Sensibilizzare e orientare i cittadini-consumatori verso abitudini e scelte alimentari consapevoli e responsabili in un’ottica di consumo sostenibile, informato e attento alla qualità, alla sicurezza e alla provenienza degli alimenti.
  • Promuovere un processo di empowerment per migliorare l’informazione dei cittadini relativamente alla qualità e alla sicurezza dei prodotti alimentari con particolare attenzione alle eccellenze agroalimentari lombarde e ai prodotti non contraffatti.
  • Promuovere la conoscenza dei diritti e delle tutele dei cittadini nell’ambito delle normative fornendo contestualmente assistenza sui diritti e le opportunità previste da disposizioni regionali, nazionali ed europee, nell’ambito del settore alimentare.

Ambito territoriale: Lombardia

Target: cittadini lombardi

Target specifico: giovani adulti, panel di studenti europei/studenti scuole superiori, cittadini non vedenti

 

Le attività

Indagine sociologica: verrà da prima realizzata, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, una ricerca-azione quantitativa e qualitativa finalizzata a:

  1. monitorare le conoscenze in tema di qualità e sicurezza del prodotto agro-alimentare al fine di individuare qual è il livello di consapevolezza dei consumatori;
  2. validare gli strumenti  in-formativi realizzati nell’ambito del progetto al fine di testarne l’efficacia su un panel di famiglie/individui.

a. L’impianto metodologico prevede lo sviluppo di un’indagine di sfondo preliminare che consentirà di definire un questionario che permetterà di raccogliere informazioni sugli atteggiamenti e i comportamenti dei consumatori in tema di qualità e sicurezza del prodotto agro-alimentare. 

Terminata la rilevazione, si procederà con l’elaborazione e l’analisi dei risultati al fine di produrre un report con i risultati complessivi. 

b. L’indagine qualitativa si svilupperà individuando un panel di famiglie/soggetti a cui proporre la compilazione del questionario al fine di monitorare il grado di consapevolezza delle tematiche legate alla qualità e sicurezza del prodotto agro-alimentare (Tempo T0). Successivamente, mediante incontri e proposta degli strumenti informativi realizzati nell’ambito del progetto, si avvierà un processo di formazione rispetto ai temi in oggetto. Quindi – Tempo T1 – si riproporrà il questionario al fine di verificare se l’azione formativa avrà prodotto i risultati attesi: puntuale conoscenza dei requisiti di qualità e sicurezza che un prodotto agroalimentare dovrebbe possedere e consapevolezza dei rischi e delle opportunità connessi al ruolo del consumatore.

Il confronto tra i risultati della Fase T0 e quelli rilevati nella fase T1 permetterà di validare o meno gli strumenti di in-formazione prodotti nell’ambito del progetto e di apportare tutte le eventuali modifiche utili al loro miglioramento.

 

Attività di formazione-informazione

Effettuata l’analisi del bisogno formativo e individuate le principali criticità e asimmetrie informative, si procederà alla realizzazione del materiale informativo. La fase di elaborazione sarà preceduta dalla raccolta e dall’analisi delle disposizioni regionali, nazionali ed europee nell’ambito del settore alimentare.

In estrema sintesi i temi sviluppati nel progetto saranno:

  • Etichettatura dei prodotti alimentari con particolare attenzione alle novità normative introdotte dal regolamento UE n. 1169/2011
  • Marchi /prodotti di qualità lombardi 
  • Agropirateria
  • Fake news
  • Sostenibilità dei consumi alimentari
  • Sicurezza

I materiali progettuali saranno diffusi tramite una campagna di comunicazione creata ad hoc che prevede la realizzazione/impiego di:

  • Sito e blog
  • Social media (FB e Instagram)
  • Podcast
  • Web meeting
  • Video

In particolare sarà realizzato un sito friendly che avrà come sfondo il mandato di informare sull’etichettatura, sui prodotti locali di qualità e, in generale, sul consumo alimentare responsabile, prevedendo modalità comunicative accattivanti per creare un maggior coinvolgimento degli utenti. Il sito, interattivo, consentirà agli utenti di proporre domande e quesiti. La funzione di tutela e di promozione della conoscenza dei propri diritti sarà integrata dall’attività di sportello delle associazioni partner di progetto.

Le pagine Facebook e Instagram funzioneranno come punto di partenza verso il traffico al sito.

In base ad esperienze progettuali pregresse si stima di raggiungere circa 1 milione di cittadini lombardi (visite, like condivisioni, download del materiale informativo).

Il percorso progettuale sarà anche l’occasione per sperimentare l’utilizzo di strumenti telematici dedicati a particolari categorie di cittadini: si prevede infatti anche la realizzazione di materiale informativo in formato audio (da scaricare come podcast) dedicato ai cittadini ipo-vedenti e non vedenti. 

Scopri di più sul progetto

Progetto realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Lombardia con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico – Ripartizione 2018, promosso dalle Associazioni di Tutela dei Consumatori ed Utenti

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